RECENSIONE: I sussurri della morte

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Edito da Bompiani

Prima edizione nel luglio 2009

Prezzo di copertina: € 21,00

“Eri corso via dal vicolo, inseguito dal disgusto e dalla delusione. Soltanto più tardi, quando la tua mente aveva incominciato a schiarirsi, ti eri ritrovato ad analizzare dove avevi sbagliato. Eri stato troppo impaziente, troppo precipitoso. Queste erano cose che andavano fatte lentamente: andavano assaporate.”


Come è finito nella mia libreria

Assolutamente per scelta. Questo libro è il terzo di una serie, di cui ho potuto leggere e apprezzare i due fratelli più grandi, così, ancora prima di arrivare aveva già il posto riservato sullo scaffale. La copia che possiedo è un libro pre-loved, usato: perché il precedente proprietario se ne è voluto liberare?

Trama

I sussurri della morte non è che il resoconto di un’altra affascinante indagine dell’antropologo forense David Hunter.

Un nuovo e prolifico serial killer si trova sulla strada di Hunter e del Centro di Ricerche Antropologiche del Tennessee. In trasferta, il dottore e l’equipe di cui è ospite cercheranno di stare al passo di un assassino assai meticoloso e abile quanto loro in materia forense.

E con Hunter reduce dalle dolorose esperienze raccontate in Scritto nelle ossa, l’indagine non potrà che correre in parallelo alla sua ricerca di se stesso.

“All’interno del bungalow, la vittima giace nuda, supina su un tavolo, legata mani e piedi, con evidenti ferite d’arma da taglio, inferte quando, forse, era ancora in vita. La temperatura all’interno dell’edificio supera i 43 gradi. Una sedia davanti al corpo fa pensare che l’assassino abbia assistito allo spettacolo degli ultimi attimi di vita della vittima. Ma un particolare risulta incoerente: l’avanzato stato di decomposizione del corpo induce a pensare che il decesso sia avvenuto da almeno 6 giorni. Eppure il bungalow risulta affittato solo da 4. Le uniche impronte sulla scena, inoltre, risalgono a un certo Dexter, morto sei mesi prima. Almeno così registra l’anagrafe.”

(dalla quarta di copertina)

La mia opinione

I sussurri della morte è un libro indubbiamente bello.

Bello per due motivi principalmente: il primo, che Beckett, dopo tre storie con lo stesso protagonista è riuscito comunque a stupirmi e farmi vibrare dall’attesa; il secondo, e forse più importante, è che è la trama e i suoi svolgimenti sono costruiti tanto sapientemente che viene da chiedersi se l’autore come secondo lavoro non faccia l’assassino. Anche questo libro si conferma come un sistema di diversi elementi che cooperano tutti allo stesso fine, senza ostacolarsi gli uni con gli altri e capaci di essere autonomi. Il rischio è quello di trovarsi con storie e filoni che non riescono organicamente a stare insieme ma ad un certo momento prendono strade singole. Beckett, non so ancora bene come, riesce a evitare tutto ciò e riesce a fondere una buona dose di sottigliezza scientifica, di intrico e ingegnosità con chiarezza e leggerezza di narrazione.

Pecca forse un poco, perché in fondo non è onnipotente, sulla ricerca psicologica. Se in questo libro viene sicuramente dato più ampio spazio alla personalità di Hunter rispetto ad altri, ancora in alcuni casi risulta sbilanciata rispetto a quella precisissima del carnefice. La psicologia si fa spazio, tra l’altro, in ogni capitolo del libro. Tutti si propongono come piccoli scrigni: ognuno di essi si chiude con uno spazio di pensieri del serial killer. Probabile che l’impianto messo a disposizione dall’autore per far conoscere meglio il dottore ai lettori non fosse tanto lacunoso quanto in semplice squilibrio rispetto la grandezza di quella dell’assassino.

10/10 invece sulla costruzione della storia per tutti i suoi dettagli forensi. Per una volta, un antropologo forense che fa l’antropologo forense, poliziotti che fanno i poliziotti, vittime che fanno le vittime. E’ facile che nei thriller o nei gialli il limite con il vero si perda, alle volte fino a risultare dei pastosi racconti fuori dalla realtà a cui dovrebbero aderire. I sussurri della morte supera invece la prova. Si porta al limite che divide il peggior incubo di chiunque e la nuda realtà, ma non lo oltrepassa.

Approvato e consigliato. Tre aggettivi  su questo libro e la chiudiamo qui: disturbato, crudo, interessante.

A chi lo consiglio

A qualsiasi amante di thriller, gialli o horror. Ha tutte le carte in regola per tenervi fino all’ultimo momento col fiato sospeso. Ma soprattutto, questo libro lo consiglio a qualsiasi amante della chimica, biologia, scienze forensi: ogni minimo particolare scientifico del libro è curato in modo da non far storcere il naso agli esperti, ma anche da non annoiare i non appassionati. Leggibile ad ogni livello, è intrigante per qualsiasi motivo scegliate di leggerlo.

A chi lo sconsiglio

A chiunque sia un minimo impressionabile. Come in tutti gli altri della serie, Beckett non si risparmia nelle descrizioni, che sono poi proprio l’asso di questa serie: descrizioni chiare e precise che creano le giuste aspettative per un finale pieno di suspense. Ma se vi sentite girare la testa già alla parola cadavere, forse non fa per voi. (Ma che problema c’è? Ho milioni di altri libri da consigliarvi!)

Questo libro in una frase

Le macchine fotografiche non sono sempre in grado di cogliere tutti gli attimi.


Domande & Risposte

Posso leggere questo libro anche senza aver letto i due precedenti?

Assolutamente sì! Ho letto questa serie in ordine casuale proprio per farmi un’idea di questo tipo. Il libro scorre al di là dei precedenti e al di là dei successivi. Sappi solo che ogni tanto troverai qui e là riferimenti che ti faranno venire voglia di leggere anche quelli prima – e come biasimarti!

Lo vorrei leggere in lingua originale, qual è?

Simon Beckett scrive in tedesco. Se hai intenzione di leggero per esercitare la conoscenza e non sei parlante madrelingua, fai attenzione perché potresti trovare alcuni passaggi con un lessico abbastanza specifico, a volte complesso. Una buon livello è sicuramente richiesto per affrontare tranquillamente questa lettura.

Quali sono gli altri libri della serie?

La chimica della morteScritto nelle ossa e, successivo a quello qui recensito, La voce dei morti. Prossimamente arriverà in Italia anche il nuovo libro uscito in Germania il 14 ottobre 2016, di cui ancora non conosciamo il titolo se non quello in lingua originale (Totenfang).

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