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CartaCanta Editore

Il viaggio di CartaCanta inizia nel 2009, sette anni fa. E’ un viaggio che parte da Forlì, dove la casa editrice ha sede ed è stata fondata, ma presto le strade percorse si sono allontanate dall’Emilia Romagna e sono arrivate a toccare ogni parte della nostra penisola. CartaCanta è un progetto editoriale categoricamente indipendente, molto selettivo e particolare, e proprio per questo merita attenzione. Sì alla Narrativa, Sì alla Poesia, Sì alla Saggistica, ma con cautela, perché questa casa editrice ha un palato letterario fine, finissimo.

Quelli di CartaCanta si definiscono “resistenti al romanzo di genere, avversi ai libri che quando li apri sai già come finiscono e agli sguardi opachi di chi rimane in superficie, perennemente arrabbiati con chi pensa che scrivere e leggere siano cose di poco conto.”

Ma cosa significa?

Significa che nel catalogo di CartaCanta non troverete lo stesso tipo di libri delle grandi catene. Se deciderete di dare uno sguardo alle loro proposte di saggistica, scoprirete che hanno un occhio attento alla storia, ma non si risparmiano anche per quanto riguarda la psicologia; se deciderete di affrontare le loro opere di narrativa, dovrete essere pronti a saltellare tra le braci dei temi più difficili o nascosti.


 

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Come nasce CartaCanta?

CartaCanta nasce da un bisogno ben preciso: avere dei libri di qualità. Cosa non scontata, nell’era in cui un libro, specialmente sui tavoli dei nomi editoriali più grossi, diventa sempre più simile a una merendina, preconfezionata, pronta alla digestione, veloce, senza troppo gusto. Il primo passo questa casa editrice lo muove nella saggistica storica, con il libro La Forlì di Caterina Sforza di Tini Adelchi e subito dopo nella narrativa, con Destino manipolato  di Marco Milandri. Ma da questi due libri, si arriva agli 85 in catalogo nel 2015. 85 libri vissuti, curati nei minimi particolari, secondo la filosofia di CartaCanta, che è dolcemente severa prima nella selezione dei manoscritti, poi nella pubblicazione. Due sono, in generale, gli indirizzi principali di questa casa editrice: letteratura italiana, con autori affermati ed emergenti, e letteratura straniera, con nomi su cui accendere una luce nel nostro paese.

CartaCanta, perché?

CartaCanta deriva dal proverbio popolare italiano “Carta canta e villan dorme“, traduzione del corrispondente “Verba volant, scripta manent” latino. Un nome che racchiude in sé la ricerca storica sul passato che questa casa editrice compie, ma anche il suo sguardo contemporaneo ai temi più delicati. CartaCanta ci vuole comunicare l’importanza di lasciare testimonianza scritta: è voce significativa per tutti gli argomenti fastidiosi che si cerca di dimenticare, ma è pure necessità per l’uomo che non può vivere in eterno, e ha bisogno di qualcosa che canti le sue storie per lui per l’eternità.


 

Tre buoni motivi per scegliere CartaCanta:
  • CartaCanta ha le idee chiare su cosa vuole e non vuole offrire al lettore, ha pretese giuste e necessarie. Vuole pubblicare opere e non prodotti. Lo ammettono anche loro, sono dei perfezionisti: prendono i libri sul serio tanto quanto la nonna fa con la lasagna alla domenica. Amore, passione e precisione, ecco cosa li fa risaltare.
  • Non si stancano di fare poesia. “Poeti? Poesie? Ma non sono tutti morti?” se la vostra reazione è stata questa correte, e dico correte, a sfogliare le loro raccolte di poesia pubblicate.
  • Ci tengono a valorizzare il loro territorio. Tra i titoli del catalogo di CartaCanta ne trovate diversi dedicati alla loro città, Forlì, ma anche alla Romagna in generale. Non si perde quel gusto popolare che il loro stesso nome, nato da un proverbio, ricorda. Volete conoscere il più curioso di tutti, a riguardo? Leggete un po’ qui sotto.

 


Cosa ha attirato la mia attenzione
412Mk2Z97KL._BO1,204,203,200_ L’inferan. Libera traduzione in dialetto romagnolo della prima cantica dantesca di Gianfranco Bendi

Perché tradurre Dante in romagnolo? Perché proporre in questa lingua quel che il sommo poeta ha scritto in volgare in modo tanto mirabile? Perché proprio oggi? Per amore nei riguardi dell’opera dantesca e per farla rivivere nella realtà odierna.

 

maldini_bum-morto_persito-212x300 Bum, morto! di Stefano Maldini

“Bum, morto!” è la storia di un ragazzo disabile, Andrea, narrata dal punto di vista del fratello, l’autore, che, dopo anni di lontananza, si riavvicina a casa. Le pagine, scandite dagli appunti che il padre ha redatto per tutta la vita, vedono intrecciarsi vicende comiche e insolite a paure, rabbie, dubbi e vergogne che la famiglia si trova ad affrontare.

 

cover-34Novecento rom di Sergio Pretto

Nell’inverno del 1989, quando in Romania si accendono le prime manifestazioni di dissenso contro Nicolae Ceausescu, Decebal ha diciotto anni. Fa parte di una comunità rom che si è stabilita alle porte di Timisoara e vive nel rispetto di tradizioni antichissime, nate dalla leggenda della cacciata zingara dall’India e dal mito dei figli del vento.

 

BbX7O9fCIAESr0JPosizione orizzontale di Dmitrij Danilov

Con uno stile vicino all’annotazione, “Posizione orizzontale” è il racconto di una voce narrante che sembra prendere le distanze dagli avvenimenti della propria esistenza per compiere azioni che non sono propriamente azioni, ma una serie di attività svuotate di significato e di emotività. “Posizione orizzontale” è un’opera eccentrica e pungente che, senza mediazioni né ammorbidimenti stilistici, conduce il lettore direttamente nello spazio mentale dell’autore.


 

Le ultime novità di CartaCanta
51kmr7ewWTL._SX347_BO1,204,203,200_I termini dell’amore di Davide Rondoni e Francesca D’Amato

Prima viene la gioia. “Seconda la grazia, terza la bellezza, quarto il sorriso, quinta la passione, sesto il ricordo e settima la fine. Ma prima, per prima viene la gioia. Queste le parole che voglio smontare con te, questa la scommessa. Non credi che il risultato potrebbe lenire lo schianto della tua giustizia? Voglio dire, ridare dignità all'(in) giustizia di certi amori. Una piccola gioia del poeta – per la sua ricerca – e dell’uomo – per la sua anima.” Sette giorni, sette dialoghi e sette parole attraverso cui Davide Rondoni e Federica D’Amato cercano di capire perché è l’amore a essere l’unica cosa più (in)giusta di questa nostra misteriosa esistenza. Andando così a zonzo tra la gioia, la grazia, la bellezza, il sorriso, la passione, il ricordo e la fine, i due amici cercano insieme il significato di quelle parole luminose che abitano le storie di ogni amore, la semplice pronuncia di ciò che resta diventando poesia. Il ricordo è il luogo dove tutte le parole di un amore si danno appuntamento per avviarsi insieme, tenere e imprecise, verso l’ultima stazione della fine.

 

51eDn1eZ9uL._SX352_BO1,204,203,200_A est dei miei maremoti di Carola D’andrea

“Mi ami tu? Spezzi lo zero”. La voce di questa nuova poetessa ci porta dentro una storia d’amore e perciò di continue morti e rinascite. In una Sicilia appena riconoscibile ma vivida nei suoi elementi naturali, la voce rincorre in stazioni dove si alternano abissi e gioie quasi infantili il filo di un amore che parifica finalmente al vivente. Che rende, più di ogni altra cosa, la persona abile a vivere. Voce sempre in bilico sul senso di una inesorabile disabilità, profonda, esistenziale. Sui “maremoti” dell’anima. E voce tuttavia sempre guidata da una lettura dei segni che mostrano “come un ventaglio di bene / l’accadere del mondo”. Libro di grande e semplice freschezza e di buona linfa per chi cerca la vita nella vita.

 

41t-5YafqHL._SX341_BO1,204,203,200_Santa ricchezza di Lorenzo Babini

Una grande commedia del senso, fisico e affettivo, dell’altro. Del corpo dell’altro. Verrebbe quasi da chiamarla tragedia, vista la intensità e l’aura di fatalità con cui il nuovo poeta Babini, fedele a una idea radicale di scrittura, affronta questo vero “scandalo” della nostra epoca: il corpo dell’altro. L’uomo monade, l’uomo solo, sognato da filosofi e legislatori è una farsa, un pupazzo grottesco, non c’è io senza dire tu. Perciò questo libro, scarno, duro, tragedia non è. Qui vanno in scena in un panorama d’esilio, come nelle stanze nude di un amore e in trasfigurati luoghi natali, i movimenti primari, stupefatti e scabri, di chi scopre la santa ricchezza della presenza dell’altro, la sua corporale, fragile istanza. E insieme il dolce e pure violento invito a essere noi stessi, a conoscere anche i fantasmi che ci abitano.


 

Per scoprire di più:

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Sito Web

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“Noi siamo curiosi e anche un po’ sopra le righe, ottimisti al punto da pubblicare libri di autori sconosciuti e vintage quanto basta per ridare vita a opere dimenticate”

 

 

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One thought on “indipendentemente: CartaCanta Editore

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