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Si è appena conclusa una settimana di concitazione per Amazon, in seguito a quello che Sandeep Mathrani, CEO della General Growth Properties Inc., ha lasciato trapelare riguardo agli obiettivi della compagnia.

Stando infatti alle dichiarazioni di Mathrani del 2 febbraio, Amazon avrebbe dovuto lanciarsi nel mercato cartaceo con l’apertura di 400 librerie in tutto il mondo: un palese cambio di rotta per un gruppo che ad oggi lavora di base sul web. Con la stessa velocità con cui si sono sparse le voci su queste fantomatiche aperture sono anche arrivate le smentite di Amazon.

A una settimana dallo scoppio della questione, ragioniamoci a mente fredda.

Innanzitutto, chiariamo che non verranno aperte 400 librerie. Ma ciò non significa nemmeno che Amazon non abbia progetti riguardo l’apertura di punti vendita dello stesso genere nel mondo o negli Usa.

A novembre è stato inaugurato il negozio Amazon Books presso l’University Village Shopping Center di Seattle. Il punto vendita di Seattle risulta ad oggi l’unico esempio di questa nuova avventura del colosso del web. La clientela americana ha risposto bene all’iniziativa, ed è per questo che non si può escludere un progetto che riguardi l’apertura di ulteriori librerie. Tuttavia, come ha fatto notare il direttore di Shelf Awareness, John Mutter, il numero dichiarato da Mathrani risulta troppo elevato, in realtà i punti vendita non dovrebbe superare la dozzina.

“The basic idea that Amazon is going to open some more stores is accurate, but the number is wildly high”

Raggiungere un numero come 400 significherebbe infatti mettere Amazon subito dietro la Barnes & Noble, posseditrice ad oggi di 640 negozi in tutto il globo. Significherebbe anche cambiare decisamente la prospettiva di una compagnia che ad oggi guadagna benissimo sul web. Non c’è apparentemente bisogno di una così brusca virata, per quanto sia chiara la posizione predominate del libro cartaceo su quello elettronico: questa è l’opinione dell’analista della Morningstar Research R.J. Hottowoy.

“In 2015, I think a big reason that the stock did so well, is the company really focused its investments on its core parts of the business, whether it be e-commerce, whether it be logistics, whether it be Amazon Web Services. To see them go so far against that would be a surprise”

Gli esperti hanno sottolineato poi un ulteriore sfaccettatura della questione: Amazon ha certamente tutti i mezzi per poter fare un passo così azzardato, ma è difficile pensarla così incauta, soprattutto dopo il flop di Fire Phone, lo smartphone distribuito solo in America che ha causato ingenti perdite alla compagnia.

Quale sarà dunque la sua prossima mossa? Si lascerà vincere dai vantaggi del libro cartaceo o rinvigorirà il Kindle Store? C’è ancora molto da vedere, e finché non arriverà una risposta chiara e dettagliata dall’azienda di e-commerce non possiamo far altro che aspettare.

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12 thoughts on “Amazon smentisce l’apertura di 400 librerie

  1. Attenzione: Ogni intervento all’interno del sito non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto e vagliato. I commenti o le parti ritenute inadatte o offensive non saranno pubblicate.

  2. Ciao Ilaria,stiamo seguendo lo stessa notizia sulle fantomatiche 400 librerie del progetto Amazon. Se ti fa piacere ho pubblicato stamattina un approfondimento su tale questione, puoi leggerlo e se ti va possiamo commentarlo poiché lo ritengo molto interessante! 🙂

  3. Grazie del contributo per l’articolo su Amazon, dei particolari che non conoscevo e per l’opportunità che mi dai per commentare. Riguardo ad Amazon credo stia sta crescendo troppo velocemente, una sorta di Microsoft per i libri e qualcuno sta già parlando di monopolio, che succederà ? Non credo sia tutto oro quello che luccica, o ….ci vogliono far credere. La guerra sarà probabilmente concentrata su due fronti : i formati e i supporti. Come sempre è successo anche in altri campi come la fotografia , i video, la musica ecc. Quindi il formato mobi ? E i lettori kindle ? Chi vincerà la battaglia per diventare standard ? E i supporti libro di carta o digitale, disco, dvd, memorie di massa, che altro ? C’è un futuro non chiaro nel mondo dell’editoria e il coltello dalla parte del manico ce l’hanno i big, ma noi possiamo scegliere, sempre. Possiamo fare piccole differenze, ognuno di noi.

    1. Ciao! Innanzitutto grazie a te per esserti fermato a leggerlo e commentarlo. Sono d’accordo con te sulla questione della crescita veloce di Amazon: affascina ma spaventa. Sicuramente c’è da tenere d’occhio la situazione, ma se devo dirti la mia, quello che devono veramente tener d’occhio gli italiani è il cosiddetto Mondazzoli. Prima ancora che Amazon scelga cosa vendere, loro scelgono cosa dalla stragrande maggioranza della gente possa essere letto. Sulla questione carta/ebook possiamo solo che stare a vedere, ma sì, se ognuno sa scegliere sapientemente, un equilibrio tra i supporti si trova. Creare nuove possibilità e agevolazioni senza eliminare il buon vecchio libro di carta, sarebbe perfetto.

      1. “A’ livella” , direbbe Toto’. Strumenti come i social o come i blog consentono di far parlare anche chi non è come me del settore. Condivido pienamente il tuo approccio. A proposito di “Mondazzoli” ho una mia teoria dei “capannelli”, tipica italiana. L’ho eviscerata in un racconto un paio di anni fa nel mio blog questo il link se vorrai leggerla .. https://oichebelcastello.wordpress.com/2014/01/08/cittadini-italiani-in-un-ufficio-pubblico/ . E’ un racconto di fantasia, ma è anche vero il detto che “Arlecchino si confessò burlando”. Sono entrato da poco nel mondo dell’editoria pubblicando un libro e scoperto con stupore che il codice ISBN Amazon lo rilascia in pochi secondi e in Italia occorrono mesi. Il mio libro in formato digitale è già su Amazon da 2 mesi e ancora non ho il codice ISBN italiano per venderlo nei canali di vendita italiani. Qualche domanda occorre farsela davvero…..

        1. Il link che hai postato non funzionava ma sono riuscita a leggere il tuo racconto spulciando nel tuo blog! Sì, purtroppo quello che mi dici non è una novità, questo paese è complicato e non dà possibilità sotto taaaanti aspetti, e la questione dell’egemonia editoriale è solo uno di questi (purtroppo).

  4. ciao Ilaria, la notizia, qualora venisse avvalorata, ha decisamente punti a favore, ma anche a sfavore. solo che per quanto riguarda l’Italia sono perplessa… perchè amazon avrebbe dovuto stipulare contratti con le librerie Giunti al Punto per vendere in esclusiva i Kindle, e per fare dei punti ritiro amazon, se poi aveva in mente di aprire librerie sue?

    1. Ciao Michela! Anche io sinceramente non so che credere, ma la cosa più immediata da pensare è che i progetti di Amazon non riguardano l’Italia. È lecito ritenere che per il momento stiano pensando ai lettori americani e anglosassoni. Ma in qualsiasi caso, mah! Chi lo sa! Condivido i tuoi dubbi 😁

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