L’Amore bugiardo. Gone Girl – Gillian Flynn

“Non far caso a lei.” Go si è accesa una sigaretta. Ne fuma esattamente una al giorno. “Le donne sono matte.” Go non si considera parte della categoria donne, parola che pronuncia sempre in tono di scherno.

Ho soffiato per rimandarle in faccia il fumo. “Oggi è il nostro anniversario. Cinque anni.”

“Wow.” Mia sorella ha piegato all’indietro la testa. A suo tempo ci ha fatto da damigella – tutta in viola, “la meravigliosa dama dai capelli corvini fasciata di ametista”, così la soprannominò la madre di Amy -, ma gli anniversari di solito non sono fra le cose che ricorda. “Cazzo. Di già!” Mi ha soffiato in faccia altro fumo, in una pigra partita a prendi-il-cancro-anche-tu. “Avrà in programma uno dei suoi soliti giochini.”

“Caccia al tesoro” ho specificato.

Mia moglie ama i giochi, soprattutto le sfide mentali, ma anche quelli di puro divertimento, e per il nostro anniversario organizza sempre un’elaborata caccia al tesoro, in cui ogni indizio conduce al successivo, finché non arrivo alla fine, e al mio regalo. Suo padre lo faceva sempre per la moglie il giorno del loro anniversario, e non crediate che mi sfugga l’inversione dei ruoli, che non colga il messaggio. Ma non sono cresciuto in casa di Amy, sono cresciuto a casa mia, e l’ultimo regalo di mio padre a mia madre che ricordi è un ferro da stiro, posato sul banco della cucina senza neppure il pacchetto.

“Scommettiamo su quanto la farai incazzare anche quest’anno?” ha detto Go, sorridendo da dietro il boccale di birra.

Il problema delle cacce al tesoro di Amy è che non riesco mai a decifrare gli indizi. Al nostro primo anniversario, quando eravamo ancora a New York, ne azzeccai due su sette. Fu il mio anno migliore. L’indovinello iniziale:

E’ un pub come tanti, speciale non è, ma speciale fu il bacio che scambiai con te.

Mai fatto una gara di ortografia da piccoli? Avete presente quel momento nebuloso, subito dopo l’annuncio della parola, in cui frugate nel cervello alla ricerca della sillabazione giusta? Ecco, lo stesso panico da vuoto mentale.

“Un pub irlandese in un posto non proprio irlandese” disse Amy, incoraggiante.

Mi morsi il labbro e accennai un’alzata di spalle, facendo vagare lo sguardo nel salotto come se lì potesse materializzarsi la risposta. Lei mi concesse un altro lungo minuto.

“Pioveva, ci eravamo persi” disse, in un tono fra il supplichevole e l’irritato.

Alzai platealmente le spalle.

“Da McMann, Nick. Ti ricordi quando ci siamo persi a Chinatown sotto la pioggia mentre cercavamo quel posto dove fanno i dim sum, che in teoria era vicino alla statua di Confucio, ma poi è venuto fuori che di statue di Confucio ce n’erano due e allora siamo finiti in quel bar irlandese assurdo, bagnati fradici, ci siamo fatti un paio di whisky, e tu mi hai presa e mi hai baciata, ed è stato…”

“Giusto! Avresti dovuto menzionare Confucio e lo avrei capito.”

“Non era importante la statua. Era il posto che contava. Il momento. Per me è stato speciale, ecco.” Sussurrò quelle ultime parole con la cadenza infantile che una volta trovavo seducente.

“Certo che è stato speciale.” La strinsi a me e la baciai. “Ed ecco la replica di quel memorabile bacio. Andiamo a rifarlo da McMann.”

Il barista, un orso di ragazzone barbuto, ci vide entrare, sorrise e ci versò due whisky e annunciò l’indirizzo successivo.

Quando sono triste e mi manca il brio c’è solo un posto che fa al caso mio.

Il posto risultò essere la statua di Alice nel paese delle meraviglie a Central Park, che come Amy mi aveva raccontato – me l’aveva detto, era sicura di avermelo ripetuto molte volte – da bambina non mancava mai di infonderle allegria. Non ricordavo che ne avesse parlato. Sono sincero, non lo ricordo affatto. Soffro di un leggero deficit dell’attenzione, e ho sempre trovato mia moglie abbacinante, nel senso letterale del termine: la sua intensità e brillantezza mi confondono la vista, annebbiano le mie facoltà. Mi bastava esserle vicino e sentirla parlare, non sempre badavo a quel che diceva. Avrei dovuto, però non ci riuscivo.

Ora della fine della giornata e dello scambio dei regali veri e propri – che la tradizione impone siamo fatti di carta allo scadere del primo anno di matrimonio – Amy non mi parlava più.

“Ti amo Amy, lo sai che ti amo” le ripetevo, seguendola tra i turisti imbambolati parcheggiati in mezzo al marciapiede, ignari e a bocca aperta.

large-10

Dove puoi acquistare il libro:

71bgQXn904L

 

RIZZOLI

AMAZON

IBS.IT

 

Annunci

10 thoughts on “FRAMMENTI DI LIBRI

  1. Attenzione: Ogni intervento all’interno del sito non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto e vagliato. I commenti o le parti ritenute inadatte o offensive non saranno pubblicate.

    1. Io purtroppo l’ho scoperto solo con l’uscita del film, un peccato! Assolutamente ragione, penso che chiunque legga il libro o veda il film sia costretto a una rivalutazione delle relazioni amorose. Fa sorgere la domanda inquietante: Conosco veramente la persona che ho accanto? Insomma robe proprio da mollarsi all’altare 😂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...