5 Marzo 1922 – 2 Novembre 1975

“Pasolini è stato un poeta diverso dagli altri. E’ un poeta per cui si potrebbe parlare di eresia. L’eresia riguarda sia il dato letterario, poetico, che il dato politico, perché il suo atteggiamento è stato quello di cominciare come poeta squisito, sublime, della lingua, per arrivare a scoprire la storia e il dovere di un impegno in quanto essere umano sulla Terra. Un dovere politico, riconosciuto poi, forse, alla fine della vita anche in un suo bellissimo scritto, nel “Messaggio di Leopardi”.
Cioè, un poeta appunto civile o incivile, nel senso di un poeta senza cittadinanza politica e letteraria, di opposizione, contro.
Pasolini è un compagno ed è un critico della gioventù. E’ un compagno della gioventù perché chiunque lo legga sente Rimbaud. Chiunque lo legga sente che Pasolini è stato oltre che il Leopardi del novecento, forse anche il nostro Rimbaud. Il poeta che più ha rischiato. E infatti, ci ha lasciato la pelle per la poesia. La poesia intesa come Vero, ricerca del Vero, leopardianamente.
Un compagno del Vero.”

(Gianni d’Elia)


pasolini-web

Ho deciso di aprire così, con queste parole di Gianni d’Elia per due motivi:

per chi non lo conoscesse è un poeta, uno scrittore e un critico letterario contemporaneo, ma soprattutto un uomo che ha dedicato anni allo studio di Pasolini, in ogni suo lato. Ed ecco svelato il primo perché; il secondo motivo, sta, invece, nelle sue parole spese per delineare PPP: sono pennellate decise, chiare, immediate ma anche dolci e colme di passione per la materia. Non ho mai letto parole migliori su Pasolini se non quelle di d’Elia. E’ uno dei pochi che, per me, ha saputo cogliere ogni dettaglio, scendere in verticale in un Poeta complesso e particolare, senza mai mancare di attenzione al sentimento che un’opera deve suscitare. Ho sempre ritenuto i suoi studi, presentati al pubblico attraverso tre saggi, non di semplice critica ma di guida alla lettura, cosa che non tutti riescono a fare.

E di guida alla lettura è ciò di cui voglio parlare.

Gli anniversari sono, nel male e nel bene, sempre delle occasioni: occasioni di conoscere, di far finta di ricordare, di guadagnare e, a volte, assurdamente, di dimenticare.

L’occasione di conoscere qualcosa grazie al suo anniversario mi riporta a più di una decina di anni fa: ero piccola piccola e mi rendevo ancora poco conto di cosa mi accadesse intorno. Ricordo di aver sentito la notizia del crollo delle Torri Gemelle alla Televisione, di aver visto alcune immagini: prima fiamme e fumo nero che usciva da un palazzo, poi anche dall’altro, poi un sacco di persone coperte di una strana polvere grigiastra; le stesse immagini in loop sulla tv per un giorno intero, due, tre. Una settimana, due. Al che mi sono detta quello che qualsiasi bambino della mia stessa età e coscienza deve aver pensato: Ehmbè, che è successo di strano? Che noia!

Solo circa cinque anni dopo, quando anche la mia coscienza e la mia percezione dell’esterno era realmente sviluppata, ho potuto capire cosa era successo, riempire gli adulti di: Perché? – e qualche anno dopo ancora, sempre in occasione dell’anniversario informarmi da sola della vicenda, farmi un’idea personale. Prendere una posizione.

Il due novembre cade l’anniversario dell’uccisione di Pier Paolo Pasolini, una delle figure letterarie italiane più importanti del Novecento. Nel mio lato fanciullesco, la morte di Pasolini sarà sempre collegata al sentimento di eventi come l’11 Settembre 2001, un sentimento che come nome ha una domanda: Cosa è veramente successo? – un sentimento che dentro di me richiama una nube di polvere che acceca quello che prova a passarvi dentro ad occhi aperti per scoprire. L’unico indenne è chi la conosce, la vede da fuori, l’ha creata e vi si è allontanato in fretta.

Sempre questo spirito fanciullesco, forse un po’ pascolianamente è quello che mi dice: Scopri! Informati! Sii curiosa!, e mi impone di non apprendere la notizia dell’omicidio e del suo anniversario in maniera passiva ma ragionata. E, poiché, di libri su PPP esiste una lista dai mille titoli, ho deciso di selezionarne solo alcuni. Uno datato, quattro nuovissimi, usciti proprio questo mese dalle rispettive case editrici.

Il primo di questi è, per forza, un libro di Gianni d’Elia. Il primo dei suoi saggi su Pasolini:

41qnZFRYBEL._BO1,204,203,200_L’eresia di Pasolini. L’avanguardia della tradizione dopo Leopardi

Autore: Gianni d’Elia

Editore: Effigie

Anno: 2005

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Il saggio, come preannuncia il titolo parla dell’Eresia, di come la vita letteraria e la vita sociale di Pasolini possano rinchiudersi in questa parola. La citazione che apre l’articolo è diventa così anche una sorta di assaggio al libro in questione, e se avete ritenuto quella citazione interessante, o meglio ancora, bella, non vi resta che addentrarvi in questo viaggio su PPP con d’Elia.

Un suggerimento: Il modo migliore per gustarsi un saggio è avere qualche conoscenza di base o una buona dose di curiosità, per approfondire ciò che non si conosce.

Gli altri quattro che seguono, possiamo dire che siano nuovi di zecca. Sono tutti usciti il mese appena concluso.

6477081-2PPP – Pasolini, un segreto italiano

Autore: Carlo Lucarelli

Editore: Rizzoli

Anno: 2015

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Il libro di Lucarelli è finito in cima a questa lista non perché gli altri meritino di meno, ma perché se è vero, come ho detto, che un anniversario è anche un’occasione per conoscere, è utile, per guidarci alla lettura di Pasolini essere umano, compiere gli stessi passi di qualcuno che apprende solo oggi la notizia dell’uccisione senza conoscere il morto in questione.

Per primo, si viene in contatto con la notizia: Ricorre oggi l’anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini. Bene, ma chi è Pasolini? Quando lo hanno ammazzato? Come lo hanno ammazzato? L’assassino chi è?

A tutte queste domande, Carlo Lucarelli, cerca di dare risposta. Compie un’inchiesta, come ai bei vecchi tempi di Blu Notte. Questa volta però preme l’acceleratore di più su una domanda, che è la stessa che ronza nella mia testa: Perché?

Un suggerimento: se sei appassionato di noir, gialli, thriller e libri ben scritti, perché privarsi del piacere di questo libro? C’è forse qualcosa di più intrigante che un caso reale rimasto irrisolto? La scrittura di Lucarelli, inoltre, è scorrevole, pur non rinunciando al dettaglio della vicenda. Difficile dire di no…

6629293-2Pasolini un uomo scomodo

Autore: Oriana Fallaci

Editore: Rizzoli

Anno: 2015

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Ad addentrarsi di più nella questione del Perché? ci ha pensato però Oriana Fallaci. Questo libro esce a nove anni dalla sua scomparsa, ma quando la si legge sembra sempre di averla ancora qui. E’ l’Oriana giornalista, coraggiosa, in cerca di Verità e non semplici risposte. Racconta i retroscena di una vita irriverente e quelli di un’amicizia particolare, quella tra lei e Pasolini. Cerca la vera versione dei fatti, allontanando la versione ufficiale della vicenda.

Un suggerimento: si tratta di un saggio di natura giornalistica. La Fallaci è la Fallaci, e vale sempre la pena di leggerla, anche solo semplicemente per la questione affrontata. Bisogna però essere consci dello scopo della sua scrittura e del fatto che tirerà fuori dal cappello un’idea critica, non sempre facile da digerire.

6477071-2Pasolini

Autore: Davide Toffolo

Editore: Rizzoli

Anno: 2015

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Quando si parla di Pasolini, si parla anche di immagine. Il cinema, è stato con la letteratura, il suo grande amore. Era un far poesia con la cinepresa. Davide Toffolo recupera quest’idea utilizzando la sua arma migliore: il fumetto. Toffolo, a suo modo, cerca anche lui di compiere un’inchiesta. Cerca la vera essenza di Pasolini e lo fa come un bambino curioso, che prende e riporta su carta ciò che conosce, ma anche come un analizzatore attento, che mira ad un solo ed unico scopo.

Un suggerimento: il libro, pur trattando un autore di enorme spessore con attenzione, si presenta alla lettura come un tuffo, è fresco e semplice, nasconde profondi significati ma è anche veloce da leggere. Se si cerca un libro che racconti la vita di Pasolini senza dimostrarsi noioso, questo è quello adatto.

6531738-2Improvviso il Novecento

Autore: Giordano Meacci

Editore: Minimum Fax

Anno: 2015

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Facendo questo percorso a ritroso nella vita di Pasolini, ci troviamo ora al capolinea. Siamo ai primi anni della vita letteraria del Poeta, raccontata da Meacci, i primi degli anni Cinquanta. Com’era Pasolini allora? Cosa faceva? Perché è diventato rilevante nella letteratura italiana? Perché nella politica italiana? Perché dopo ancora quarant’anni dalla morte, si scrive di lui? Possiamo attraverso una lettura degli anni della nascita di “Ragazzi di Vita”, forse, rispondere a tutti questi interrogativi.

Un suggerimento: è un libro abbastanza corposo, si tratta di una recuperare tasselli perduti per la via. Ma, nonostante questo, è un libro che si adatta a qualsiasi momento, dai dieci minuti sul bus all’ora prima di dormire.


pasolini

“Sull’atroce morte di Pasolini s’è scritto tutto; ma sulle ragioni per cui egli non ha potuto non andarle incontro, penso quasi nulla. Cosa lo spingeva, la sera o la notte, a volere e a cercare quegli incontri? La risposta è complessa, ma può agglomerarsi, credo, in un solo nodo e in un solo nome: la coscienza e l’angoscia dell’essere diviso, dell’essere soltanto una parte di un’unità che, dal momento del concepimento, non è più esistita; insomma, la coscienza e l’angoscia dell’essere nati e della solitudine che fatalmente ne deriva. La solitudine, questa cagna orrenda e famelica che ci portiamo addosso da quando diventiamo cellula individua e vivente e che pare privilegiare coloro che, con un aggettivo turpe e razzista, si ha l’abitudine di chiamare “diversi”. Allora, quando il lavoro è finito (e, magari, sembra averci ammazzati per non lasciarci più spazio altro che per il sonno e magari neppure per quello); quando ci si alza dai tavoli delle cene perché gli amici non bastano più; quando non basta più nemmeno la figura della madre (con cui, magari, s’è ingaggiata, scientemente o incoscientemente, una silenziosa lotta o intrico d’odio e d’amore) e si resta lì, soli, prigionieri senza scampo, dentro la notte che è negra come il grembo da cui veniamo e come il nulla verso cui andiamo, comincia a crescere dentro di noi un bisogno infinito e disperante di trovare un appoggio, un riscontro; di trovare un “qualcuno”; quel “qualcuno” che ci illuda, fosse pure per un solo momento, di poter distruggere e annientare quella solitudine; di poter ricomporre quell’unità lacerata e perduta.”

(Giovanni Testori)

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9 thoughts on “Pasolini, la morte e l’editoria dell’anniversario

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