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ALLMEN E LE LIBELLULE – MARTIN SUTER

❝ Il Goldenbar, allestito negli anni Settanta, rispecchiava appieno il nome che portava. Tutto era rivestito d’oro: le barre che sostenevano i ripiani con le bottiglie, il banco, gli sgabelli, le cornici di specchi e quadri, i posacenere, i contenitori per gli stuzzichini… Anche il soffitto e le pareti erano tappezzati con sottili lamine dorate. Gli anni e il fumo avevano però opacizzato e scurito tutto quest’oro, conferendo al locale un’aria più autentica.

Allmen era un habitué. Vedendolo entrare, il barista – uno spagnolo non più giovanissimo con oltre quarant’anni di esperienza a livello internazionale e una sfilza di targhe d’ottone, anch’esse scurite, vinte nei diversi concorsi per barman – cominciò subito a versare tequila, cointreau, succo di limone e alcuni cubetti di ghiaccio in uno shaker ammaccato.

Allmen beveva sempre due margarita prima di andare all’Opera. I cocktail lo facevano sentire impaziente, allegro e bendisposto. Si sedette su uno degli sgabelli e salutò il barista con un cenno del capo. L’uomo rispose sorridendo, poi avvolse lo shaker in un tovagliolo per proteggere le mani dal freddo e iniziò a scuoterlo con un ritmo misterioso che costituiva parte del segreto dei suoi cocktail leggendari.

Il bar era piuttosto affollato. Uomini e donne in completo da ufficio, provenienti direttamente dal posto di lavoro, si mescolavano ad alcuni esponenti del pubblico delle prime. Allen salutò un paio di persone che conosceva di vista. Serge Lauber, il subaffittuario del secondo posto, non era ancora arrivato. Di solito si incontravano al Goldenbar ed entravano all’Opera insieme, ma a volte capitava che lui fosse in ritardo e che si vedessero solo in platea.

Come sempre quando Allmen era nel locale, lo storico pianista attaccò Where and When. E in cambio, come ogni volta, ricevette un bicchiere di vino della casa. Senza smettere di suonare, lanciò ad Allmen un’occhiata d’intesa e brindò alla sua salute.

Il barista mise sul banco un secondo margarita e delle mandorle tiepide. Allmen teneva d’occhio la porta, da dove ora stavano entrando clienti con il respiro affannoso e l’ombrello grondante. Avrebbe dovuto chiedere al signor Arnold di aspettare fuori, come faceva un tempo. Al diavolo l’avarizia!

Aveva già firmato il conto e posato la mancia per il barista su un vassoio dorato quando nel locale entrò una donna con un visone verde lungo fino al polpaccio, capelli biondo platino tagliati alla paggetto, labbra color ciliegia e occhiali da sole neri. Sollevando leggermente le lenti per vedere meglio nel bar scarsamente illuminato, la sconosciuta si guardò intorno come se cercasse qualcuno. Poi, inaspettatamente, sorrise e si diresse verso Allmen.

“Lei deve essere John” disse tendendo il braccio. “Io sono Joëlle. Ma mi chiamano quasi tutti Jojo”. Allen scivolò giù dallo sgabello e le strinse la forte mano guastata di verde. Era sicuro di non averla mai vista prima.

“E’ ora, dobbiamo andare”. La sua perplessità doveva essere evidente perché all’improvviso Joëlle scoppiò a ridere. “Mi perdoni, sono venuta al posto di Serge. Lui non poteva”.

Allen prese il cappotto e la seguì. Fuori dal bar un giovane uomo li stava aspettando con un ombrello. Dopo aver accompagnato lei, tornò indietro per riparare anche lui dalla pioggia torrenziale e condurlo alla berlina Mercedes che attendeva a cavallo del marciapiede con i lampeggianti accesi.

Durante il breve tragitto dal Goldenbar all’Opera Joëlle bevve un whisky on the rocks, tenuto in fresco nel vano sotto il bracciolo del sedile posteriore, e fumò una sigaretta. Allen rifiutò entrambe le cose. Approfittando del poco tempo a disposizione, lei riuscì anche a raccontargli che viveva a New York ma si trovava ora in visita dal padre. Il genitore la stava aiutando a riprendersi da un brutto divorzio. ❞

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5 thoughts on “FRAMMENTI DI LIBRI

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    1. Ti ringrazio moltissimo! È davvero bello ricevere questo genere di complimenti.
      Ps: lo so, l’ho scelta apposta quest’immagine! 🙂 Il film La miglior offerta è un film che mi ha conquistato, l’ho trovato di una bellezza sublime, perché trasmetteva amore e allo stesso tempo terrore. E ho trovato nel personaggio di Allmen delle affinità con Oldman per quanto riguarda l’amore per l’arte e non mi sono potuta trattenere dall’includerlo nel post.
      Pps: grazie ancora per il tuo bellissimo commento!

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