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PALOMAR – ITALO CALVINO

❝ Il riflesso sul mare si forma quando il sole s’abbassa: dall’orizzonte una macchia si spinge fino alla costa, fatta di tanti luccichii che ondeggiano; tra luccichio e luccichio, l’azzurro opaco del mare incupisce la sua rete. Le barche bianche controluce si fanno nere, perdono consistenza ed estensione, come consumate da quella picchiettature risplendente.

E’ l’ora in cui il signor Palomar, uomo tardivo, fa la sua nuotata serale. Entra in acqua, si stacca dalla riva, e il riflesso del sole diventa una spada scintillante nell’acqua che dall’orizzonte s’allunga fino a lui. Il signor Palomar nuota nella spada o per meglio dire la spada resta sempre davanti a lui, a ogni sua bracciata si ritrae, e non si lascia mai raggiungere. Per tutto dove egli allunga le braccia, il mare prende il suo opaco colore serale, che s’estende fino a riva alle sue spalle.

Mentre il sole scende verso il tramonto, il riflesso da bianco-incandescente si colora d’oro e di rame. E dovunque il signor Palomar si sposti, il vertice di quell’aguzzo triangolo dorato è lui; la spada lo segue, indicandolo come la lancetta di un orologio che ha per perno il sole.

“E’ un omaggio speciale che il sole fa a me personalmente”, è tentato di pensare il signor Palomar, o meglio l’io egocentrico e megalomane che abita in lui. Ma l’io depressivo o autolesionista che coabita con l’altro nello stesso contenitore, abietta: “Tutti quelli che hanno occhi vedono il riflesso che li segue; l’illusione dei sensi e della mente ci tiene sempre tutti prigionieri”. Interviene un terzo coinquilino, un io più equanime: “Vuol dire che, comunque sia, io faccio parte dei soggetti senzienti e pensanti, capaci di stabilire un rapporto con i raggi solari, e di interpretare e valutare le percezioni e le illusioni.”

Ogni bagnante che a quest’ora nuota verso ponente vede la striscia di luce che si dirige  verso di lui per spegnersi poco più in là del punto dove la sua bracciata si spinge: ognuno ha un suo riflesso, che solo per lui ha quella direzione e si sposta con lui. Ai due lati del riflesso, l’azzurro dell’acqua è più cupo. “E’ quello il solo dato non illusorio, comune a tutti, il buio?” si domanda il signor Palomar. Ma la spada s’impone ugualmente all’occhio di ciascuno, non c’è modo di sfuggirle. “Ciò che abbiamo in comune è proprio ciò che è dato a ciascuno come esclusivamente suo?”

Le tavole a vela scivolano sull’acqua, tagliando con bordate oblique il vento di terra che si leva a quest’ora. figure erette reggono il boma a braccia distese come carceri, contenendo l’aria che schiocca nella tela. Quando attraversano il riflesso ecco che in mezzo all’oro che li avvolge i colori della vela si attenuano e il profilo dei corpi opachi è come entrasse nella notte.

“Tutto questo avviene non sul mare, non nel sole, – pensa il nuotatore Palomar, – ma dentro la mia testa, nei circuiti tra gli occhi e il cervello. Sto nuotando nella mia mente; è solo là che esiste questa spada di luce, e ciò che mi attira è proprio questo. E’ questo il mio elemento, l’unico che io possa in qualche modo conoscere”. ❞

         ● ● ●

Dalla presentazione del libro scritta da Calvino nel 1983:

❝ Rileggendo il tutto, m’accorgo che la storia di Palomar si può riassumere in due frasi: “Un uomo si mette in marcia per raggiungere, passo a passo, la saggezza. Non è ancora arrivato”. ❞

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4 thoughts on “FRAMMENTI DI LIBRI

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  2. “Ciò che abbiamo in comune è proprio ciò che è dato a ciascuno come esclusivamente suo?”
    Questa frase mi ha particolarmente colpita, ma tutto il passo è bellissimo (per me non poteva essere altrimenti, amo Calvino).

    1. Hai proprio ragione! Il passo è davvero bellissimo. Non so bene in che stato d’animo si trovasse Calvino mentre lo scriveva, ma se è quello che ho provato io leggendo questo libro, allora è un sentimento davvero speciale. E’ affascinante l’analisi filosofica e introspettiva di questo personaggio e delle sue vicende.
      Se non hai già letto questo libro te lo consiglio moltissimo. Io dentro ci ho sentito anche un po’ Nietzsche, nel cammino dell’uomo verso la verità. E’ brevissimo, ma è come una piccola perla, racchiude tutta l’essenza preziosa in un oggetto minuscolo. (ti super capisco 😉)

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