Un Karma pesante – Daria bignardi

❝ Quando i romani mi chiedono se da gennaio voglio condividere un nuovo appartamento rispondo: “Perché no?”. Quanti anni mi ci vorranno per imparare a non rispondere così? Eppure l’avevo capito subito che non stavo bene con loro. Le mie prime impressioni sono sempre giuste, ma reagisco al contrario: se una cosa mi mette a disagio, devo affrontarla. Come se fosse un un dovere, una prova, un nemico da sconfiggere e da conquistare. Sempre così, dai coinquilini sbagliati a un brutto lavoro: se qualcosa mi turba, mi butto a capofitto; se mi fa piacere, sto alla larga.

Festeggio il Capodanno da sola, per strada. L’ultima notte dell’anno a Londra tutti si ubriacano e baciano i bobbies, i poliziotti, a Leicester Square. Gli si grida in faccia: “Happy new year!” e gli si dà un bacio sulle labbra. Ne bacio a decine. Mi diverto un mondo.

Il giorno dopo ho quaranta di febbre e passo le feste chiuse nella mia stanza, infilando monetine nella stufa e smaltendo l’alcol, l’influenza e il Natale triste con i romani. La sera del secondo giorno che sto rinchiusa, bussano alla porta. Mi alzo a fatica: è Domos Kaffka, il padrone di casa, che da quando abito qui mi avrà rivolto tre parole. Mi porge con una mano un cartone di succo d’arancia, con l’altra una tazza di minestra di pollo bollente. Non sorride e non parla, ma è come se lo facesse. Lo ringrazio in inglese e lui mi risponde: “De nada”.

Amo l’influenza, la solitudine, i primi giorni dell’anno e le sorprese: non potrei sentirmi più contenta di così.

I romani si chiamano Valerio e Diletta, da me sono soprannominati i Diletti. Valerio è uno di quei biondi belli con le labbra grosse e gli zigomi alti. Si è appena laureato in Giurisprudenza e due sere la settimana suona in un piano-bar, a Chelsea. Ha bisogno di soldi. Suo padre vuole che torni a Roma per lavorare nello studio legale di famiglia e gli ha tagliato i fondi. Diletta ha i capelli neri a caschetto e un grosso seno. Porta pantaloni di velluto liscio aderenti e maglioncini di cachemire rosa o azzurri. E’ sexy, con quel petto di cachemire e il sedere di velluto. Si sta laureando in Economia e Commercio. I suoi genitori, a Roma, hanno un grande negozio di abiti da sposa. Diletta è gentile, ma non so cosa dirle. Quando racconta di suo nipote di due anni – figlio di sua sorella – che la chiama zia Detta, io capisco “zia Tetta” e le scoppio a ridere in faccia, ma non ho il coraggio di spiegarle perché.

Mi è più familiare Valerio, che ha perso sua madre due anni fa in un incidente e quando suona il pianoforte gli viene ancora da piangere. Lui e io siamo i maschi della famiglia, i duri da consolare. A me però nessuno mi consola. ❞

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One thought on “FRAMMENTI DI LIBRI

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